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sabato 23 settembre 2017

TEMPO DI FIORETTI

Ciao a tutti, come va?

Che col tempo il mondo del fumetto si sia sempre più globalizzato non è un mistero, anche se non sempre questa globalizzazione ha portato a dei benefici in senso assoluto. Basti pensare alla "rivoluzione" che hanno portato tanti autori e sceneggiatori statunitensi di ultima generazione influenzati, più o meno consapevolmente, dai manga. Mi riferisco a tutti quelli che, cercando di cogliere il potenziale narrativo ed evocativo dei fumetti giapponesi, forse non hanno capito che certe trovate (come ad esempio dilatare le azioni in più pagine con pochissime vignette e ancor meno dialoghi) in Giappone funzionano perchè i manga vengono pubblicati settimanalmente in pubblicazioni con la foliazione di un elenco telefonico...

Mentre la periodicità mensile (o peggio) dei comic book americani - che di solito hanno meno di trenta pagine ciascuno - è stata concepita fin dall'inizio per scelte narrative più "condensate", e non considerando questo fattore si rischia di fare spendere quattro dollari al mese per un albo che si legge in meno di cinque minuti (e magari con un finale aperto), portando il lettore a disaffezionarsi rapidamente... O, più ottimisticamente, portandolo all'acquisto della ristampa della serie che gli interessa in volume, anche se questo può accelerare la chiusura della suddetta serie per via delle basse vendite.

D'altra parte è anche vero che una maggiore interazione fra diversi modi di intendere il linguaggio del fumetto può portare anche delle novità abbastanza interessanti.

Da qualche mese, ad esempio, la casa editrice BOOM!Studio ha annunciato che a novembre dovrebbe prendere il via una nuova serie dichiaratamente ispirata ai manga sportivi con risvolti BOYS LOVE. Una serie che non a caso è stata lasciata nelle mani di un team di sole autrici, che oltretutto si sono già fatte conoscere a livello internazionale proprio dal pubblico amante di BOYS LOVE e affini: la scrittrice italo-australiana C.S Pacat (che ha scritto la serie The Captive Prince, inizialmente proposta su internet e poi raccolta in volume dalla Penguin Press) e l'illustratrice messicana Johanna The Mad.

Il risultato finale di questa collaborazione si vedrà fra qualche mese nella serie FENCE! ambientata nel mondo della scherma (ovviamente maschile) che dovrebbe alternare tensioni agonistiche e sentimentali fra i vari protagonisti.

Un altro aspetto abbastanza interessante di questa serie dovrebbe essere l'approccio estremamente multiculturale (dovuto anche all'esperienza personale delle autrici), che non era poi così scontato e che potrebbe offrire l'occasione per affrontare diversi spunti narrativi che esulano dallo sport e dalle relazioni sentimentali. In ogni caso penso che questa serie sia abbastanza interessante anche perchè per portarlo avanti si è scelto di investire su due persone appassionate di fumetti e manga, ma che però non avevano ancora avuto l'occasione di cimentarsi professionalmente in questo ambito. E questo, penso, possa dimostrare che - per fortuna - negli USA non si è persa quella sana abitudine di investire sui giovani autori esordienti anche con progetti di un certo livello. Giovani autori che, tra l'altro: 1) Sono di sesso femminile, 2) Non sono statunitensi e 3) Hanno avuto modo di farsi notare principalmente grazie a internet...

Oltretutto, nella recente intervista che trovare QUI, non negano di essere grandi ammratrici di tutta una serie di produzioni animate e fumettistiche giapponesi di ultima generazione, e di cui ho parlato anche su questo blog, ma anche di quei fumetti online a tematica gay che ultimamente sono diventati dei piccoli casi editoriali (come Check, please!, di cui ho parlato QUI), a riprova del fatto che ormai è praticamente impossibile vivere sotto una campana di vetro ed ignorare il mondo sempre più interconnesso in cui viviamo. E penso che questo sia anche quello che ha pensato l'editor Dafna Pleban di BOOM!Studio quando C.S Pacat si è fatta avanti con la sua idea.

Ovviamente, visto che parliamo di USA e non di Giappone, e in considerazione del fatto che i protagonisti di questa storia sono tutti adolescenti, sarà molto improbabile che la narrazione possa indugiare troppo su dettagli bollenti, scene piccanti e via dicendo, tuttavia penso che si tratti comunque di un progetto che ha un certo valore simbolico. Anche perchè - sempre ammesso che abbia una buona risposta di pubblico - potrebbe aprire le porte a tutta una serie di proposte che finora (pelomeno negli USA) erano rimaste confinate nell'ambito delle autoproduzioni o poco più.

Staremo a vedere. In ogni caso direi che è abbastanza evidente che alla BOOM!Studio non hanno pregiudizi verso gli autori stranieri, anche quando propongono delle serie nuove e un po' fuori dagli schemi. E ciò è bene.

Alla prossima.

giovedì 21 settembre 2017

STORIE VERE

Ciao a tutti, come va?

La cerimonia per l'assegnazione dei prossimi premi Oscar si terrà solo all'inizio del prossimo anno, ma ovviamente si iniziano già a fare le prime selezioni, compresa quella per il miglior film straniero.

Può essere interessante notare che il film proposto dalla Finlandia per entrare nella rosa dei candidati per questa categoria sarà la biografia ufficiale di Tom of Finland, quella diretta Dome Karukoski con la collaborazione della Tom of  Finland Foundation (che ha concesso l'utilizzo dei disegni originali, senza i quali un film del genere perderebbe molto in credibilità).

Morale della favola: un'intera nazione ha scelto di essere rappresentata da un film che racconta la vita di un'artista gay specializzato in disegni omoerotici, e anche questo dimostra - anche se in realtà non c'era bisogno di ulteriori conferme - quanto è diventato iconico Tom of Finland per la nazione che gli ha dato i natali. Tra l'altro, giusto per la cronaca, dal 24 al 26 agosto si è celebrata la festa per il centenario della Finlandia nel centro di Stoccolma (la Svezia ha un rapporto molto stretto coi cugini finlandesi), che è stata visitata anche dai reali svedesi e da importanti figure istituzionali... E ovviamente in quella sede non poteva mancare un padiglione dedicato a Tom of Finland, con tanto di palco per l'animazione a tema...




Il che, penso, la dice lunga anche su quanto siamo indietro in Italia... Visto che non solo da noi una mostra personale di Tom of Finland non è mai stata realizzata (men che meno in una piazza aperta al pubblico), ma dalle nostre parti persino parlare di omosessualità in una manifestazione culturale di piazza può essere ancora un problema, come attesta il recente caso di Verona, dove è stata vietata la proposta di testi a tematica LGBT nella rassegna di arte di strada Tokatì di quest'anno (se volete maggiori dettagli CLICCATE QUI).

Ad ogni modo il film di Tom of Finland inizierà ad essere distribuito negli USA a ottobre, ma al momento - tanto per cambiare - non mi risulta che in Italia ci siano dei distributori interessati. A questo punto sarebbe davvero bello se questo film fosse selezionato dall'Academy e poi vincesse l'Oscar, giusto per vedere poi in Italia cosa potrebbe succedere. Ad ogni modo qui sotto vi posto il trailer statunitense.
Comunque ad ottobre, negli USA, arriverà nelle sale un altro film decisamente interessante, che forse potrebbe avere qualche speranza in più di essere visto dalle nostre parti. Sto parlando di Professor Marston & the Wonder Women, e cioè della storia vera dell'ideatore di Wonder Woman (quando ancora usava lo pseudonimo di Charles Moulton, per non compromettere la sua carriera in un'epoca in cui fare fumetti era considerata una professione degradante). Al di là del fatto che si parla del creatore di un personaggio che fin dall'inizio è stato considerato un'icona queer, ancor prima che gay, questo film mette finalmente al centro la vita di una persona che pochi conoscono, ma che ha dei risvolti alquanto interessanti...

Molto in sintesi: William Moulton Marston(1893-1947) si era laureato il Legge per poi prendere un dottorato in psicologia. Brevettò il primo prototipo di macchina della verità ed elaborò alcune teorie che poi trovarono spazio anche in Wonder Woman, come ad esempio quella secondo cui le donne sono mediamente più oneste e affidabili degli uomini e possono lavorare più velocemente e con maggiore precisione. Marston sosteneva inoltre che c'è una nozione maschile di libertà che è intrinsecamente anarchica e violenta, e una nozione opposta femminile basata sulla "attrazione amorosa" che porta a uno stato ideale di sottomissione verso l'autorità amata. Probabilmente queste teorie, e certi sottotesti presenti nella primissima Wonder Woman, erano frutto anche della sua esperienza di vita personale, che per fortuna viene ampiamente snocciolata nel film. Molto in sintesi:  oltre ad essere un amante del sadomaso finì per amare due donne contemporaneamente (col benestare di entrambe), anche se formalmente rimase sposato solo con una di loro, che poi finirono per amarsi fra loro. In parole povere non creò una famiglia poligama, ma poliamorosa nel senso pieno del termine. Tant'è vero che ebbe figli da entrambe le compagne (che poi li hanno cresciuti come una coppia, continuando a vivere assieme dopo la sua scomparsa).

Grazie al successo del primo film di Wonder Woman non è da escludere che questo film possa essere ampiamente distribuito anche da noi, e qualcosa mi dice che potrebbe diventare anche un piccolo cult per gli amanti delle nuove prospettive relazionali. Staremo a vedere. Qui di seguito vi posto il trailer, che è decisamente invitante e che - a quanto pare - promette un'abbondante presenza dei fumetti di Wonder Woman... Con tanto di analisi del periodo successivo alla morte del protagonista, quando i suoi fumetti vennero ufficialmente accusati di promuovere l'omosessualità femminile e le pratiche sadomaso...
IN parole povere questo sembrerebbe un film caldamente raccomandabile sotto vari punti di vista, e anche in questo caso sarà interessante verificare quali saranno le reazioni ad una sua eventuale distribuzione italiana.

Sperando che non scattino censure preventive o altro... E non sarebbe la prima volta.

Ad ogni modo non bisognerà aspettare troppo tempo per vedere come andranno le cose.

Alla prossima.

martedì 19 settembre 2017

IN DIVENIRE?

Ciao a tutti, come va?

Nelle ultime due settimane me la sono dovuta vedere con alcuni imprevisti che mi hanno impedito di seguire questo blog (e altre cose, per la verità), ma vorrei tranquillizzare tutti quelli che si sono preoccupati (e anche quelli che forse avevano iniziato a brindare): non è successo niente di grave e non ho intenzione di sparire nel nulla. Anzi: questa pausa mi ha dato modo di pensare meglio a una serie di cose e mi ha fornito l'occasione per fare il punto della situazione... Quindi, a voler guardare la bottiglia mezza piena, nel lungo periodo potrebbe avere dei risvolti positivi.

Comunque, fra le altre cose, queste due settimane di relativa calma mi hanno dato modo di analizzare con un po' più di calma e un po' più di distacco gli argomenti di cui parlo abitualmente qui, e devo dire che - dopo tanti anni di analisi e  confronti - penso di poter affermare con un certo margine di sicurezza che il panorama italiano non è incoraggiante, e forse sta persino peggiorando (nonostante qualche sporadico barlume di speranza)... Soprattutto se si considera l'evoluzione che hanno avuto altri panorami nel frattempo. Tra l'altro questo processo, ultimamente, sembra avere subito una notevole accelerata e qualcosa mi dice che nel giro di pochi anni potrebbe diventare ancora più evidente. Ad ogni modo, siccome questo non è un blog che parla per astratto e preferisce esempi concreti, direi che potrei partire segnalandovi il numero di Topolino in edicola questa settimana. Un numero che dedica la copertina al duo canoro formato da Benji e Fede, a cui viene dedicata un'intervista esclusiva...

Ora: apparentemente questo potrebbe essere visto come un passo avanti, visto che di solito le copertine di questo tipo mettono al centro dei personaggi che potrebbero essere i nonni (o i bisnonni) di chi appartiene alla fascia d'età 7-14. O che comunque NON hanno un pubblico composto prettamente da giovanissimi. Oltretutto in questo caso si tratta di un duo (peraltro abbastanza "chiacchierato" nel senso gay del termine) che è nato come fenomeno su youtube, quindi questa copertina potrebbe sembrare un segnale di apertura e modernizzazione importante. Però, a ben guardare, è anche vero che certe operazioni sembrano più che altro dei service commerciali, e che lasciano quello che trovano... E devo ammettere che in questi casi mi chiedo sempre se sono gli agenti dei cantanti a pagare Topolino per avere visibilità o se è Topolino che richiede l'intervista e la "paga" offrendo (anche) una copertina paperizzata... Chissà... Anche perchè abitualmente Topolino NON parla di fenomeni nati su youtube, e - per inciso - tre settimane fa in copertina sfoggiava ancora il Commissario Topalbano... E cioè la parodia (o il service, decidete voi) della fiction Rai ispirata ai romanzi di  Andrea Camilleri...

Se però si allarga lo sguardo a Le Journal de Mickey di questa settimana, oltre ad un servizio sul calciatore Neymar (che per fortuna non è stato paperizzato), in copertina viene evidenziata un'intervista esclusiva a Zep (nome d'arte di Philippe Chappuis), il creatore dell'incontenibile Titeuf (che è stato anche ospitato sulle pagine de Le Journal de Mickey e che proprio in questo periodo festeggia i suoi primi 25 anni). 

L'intervista viene realizzata in occasione dell'uscita del nuovo attesissimo albo del ciuffuto ragazzino, che a quanto pare anche questa volta non mancherà di sfidare veti e tabù... Tant'è che il titolo dell'albo in questione (il quindicesimo) in italiano potrebbe tradursi come "Abbasso le mutande!"... E infatti su le Journal de Mickey l'intervista all'autore (lo vedete nella foto sotto) viene annunciata come "le mutande del nuovo album"...

Penso che la differenza di approccio sia sostanziale, anche perchà come ho detto più volte le Journal de Mickey si propone come un vero e proprio magazine dalla parte dei lettori fra i 7 e i 14 anni, senza cercare mediazioni col pubblico adulto, con i bigotti, i poteri forti o altro.

Certo si può obbiettare che la Francia non è l'Italia, che i fumetti per giovanissimi in Francia sono un'altra cosa rispetto ai corrispettivi italiani, che in Italia Topolino non dà visibilità ai fumetti di altre case editrici e tanto altro... Però sarebbe interessante chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina.

Tra l'altro penso che sia abbastanza indicativo anche il fatto che la casa editrice che pubblica in Francia Titeuf (la Glènat) , che - per inciso - è un idolo dei ragazzini francofoni, non solo è quella che sta pubblicando le storie "sperimentali" di Topolino realizzate da alcuni grandi nomi del fumetto francese, ma è anche quella che lo scorso mese ha pubblicato un'interessante graphic novel a tematica gay di 232 pagine: un vero e proprio thriller erotico con tanto di scene piccanti dal titolo "La nuit mange le jour"...



Non che sia una grande novità, considerando che Glènat pubblicò anche "Il blu è un colore caldo" di Julie Maroh (con tutto quello che ne segui, premi cinematografici compresi), però secondo me è interessante notare che a distanza di quasi otto anni dal lavoro di Julie Maroh la Glènat non vuole mollare le tematiche LGBT, pur restando una casa editrice generalista (per inciso: Titeuf nel 2008 aveva già venduto 16 milioni di copie in 25 lingue, quindi alla Glènat non ha mai avuto bisogno di titoli LGBT per battere cassa), mentre in Italia gli editori di fumetti di questo calibro si guardano bene dall'azzardare operazioni di questo tipo. Tant'è che dalle parti della Bonelli è stata appena annunciata la versione a fumetti del romanzo Mani Nude di Paola Barbato: in poche parole 300 pagine a base di lotte clandestine fra sedicenni rapiti da colletti bianchi insospettabili per i loro giri di scommesse possono essere pubblicate senza problemi, ma una storia che mette al centro tematiche e/o personaggi gay nel senso moderno del termine ancora no... E anche questo è abbastanza indicativo, penso...

E visto che siamo in tema di Bonelli penso che sia abbastanza interessante notare che il progetto crossmediale incentrato sulla graphic novel Monolith, che ha portato anche ad un film (inizialmente progettato per la TV) nei cinema non abbia esattamente sbancato ai botteghini e non abbia ricevuto grandi plausi dalla critica. Il che lo rende solo l'ultimo di una lunga serie di tentativi non proprio riusciti di tentare la via della crossmedialità per ottimizzare il potenziale dei fumetti attraverso produzioni collaterali. Da Il Ragazzo Invisibile (che a quanto pare sta per arrivare col secondo capitolo, nonostante gli sconfortanti risultati del primo) alla serie in semi animazione di Orfani proposta dalla RAI (qualcuno se la ricorda?)... Il tutto mentre dalle nostre parti praticamente nessuno - al momento - sta valutando l'ipotesi di produrre qualcosa ispirandosi a fumetti italiani già pubblicati, che magari abbiano un taglio adulto e autoriale o mettano al centro tematiche gay, come "Il blu è un colore caldo" a cui accennavo prima. Il tutto mentre negli USA sembra praticamente certa la messa in produzione di (almeno) un film ispirato al bellissimo Strangers in Paradise di Terry Moore...

La cosa curiosa, secondo me, è che di film italiani ispirati a fumetti a tematica gay se ne potrebbero produrre diversi con un budget abbastanza contenuto (Sprayliz? Matteo e Enrico?), ma l'idea non sembra sfiorare nessuno... Si sa che c'è un serial di Diabolik in produzione da anni (anche se a quanto mi risulta è tutto fermo e il casting non è ancora stato fatto) e si vocifera che adesso che i diritti di sfruttamento di Dylan Dog, Zagor e Nathan Never sono tornati in Bonelli si potrebbero avviare collaborazioni con lo studio Rainbow (quello delle WINX), ma la prospettiva è un po' inquietante...

E d'altra parte è anche abbastanza inquietante il fatto che, nella probabile realizzazione della serie animata ispirata alle avventure del giovane Dragonero, verrà del tutto rimossa la componente lesbica dalla caratterizzazione della sorella Myrva (la vedete sotto)... Il tutto mentre, per inciso, nelle serie animate statunitensi di ultima generazione (anche per i più piccoli) la componente LGBT è sempre più visibile ed esplicita (in questo blog ne ho riportati diversi esempi anche di recente).

E comunque, a ben guardare, il fatto che negli USA le serie animate affrontino questi argomenti con sempre maggior disinvoltura non può prescindere dal fatto che le produzioni legate all'immaginario pop in generale hanno preso una posizione molto netta al riguardo. Anche e soprattutto per quel che riguarda i fumetti. Per inciso: mentre in Italia solo ora si stanno iniziando timidamente a sfiorare certi argomenti, e ancora troppo raramente lo si fa senza ripiegare sugli stereotipi eterocentrici e sulle generalizzazioni negative, giusto il mese scorso negli USA è stata aperta una finestra sul futuro della coppia di supereroi MARVEL composta da Hulkling e Wikkan... Che a quanto pare diventeranno papà di un bel bimbo...

Mentre un supereroe di tutto rispetto come Iceman/Uomo Ghiaccio (o meglio: la versione adulta del personaggio, che attualmente coesiste con la sua versione più giovane e più disinvolta) ha deciso di fare coming out con i suoi genitori... E credo che sia la prima volta per un supereroe "storico" della sua portata, di quelli ideati da Stan Lee negli anni Sessanta, per intenderci...

E questa, giusto per stare in tema, è solo la punta dell'iceberg. Un iceberg che però, in Italia, si intravede a stento.... E in tutto ciò penso che sia abbastanza emblematico il fatto che, mentre da anni su questo blog parlo di come le manifestazioni fumettistiche straniere dedichino momenti di approfondimento alle nuove tendenze del fumetto e all'inclusione di tematiche innovative come l'inclusione delle minoranze, la quarantacinquesima edizione di Rapalloonia - Mostra Internazionale dei Cartoonists (30/31 settembre) si intitolerà “Pennelli in fuga. Gli artisti italiani nel mondo”...

Sul come e sul perchè in Italia sia possibile dedicare un intero evento fumettistico agli autori che hanno trovato miglior fortuna all'estero ci sarebbe molto da dire. Sicuramente se questo fenomeno è in crescita (ed è in crescita) qualche motivo deve esserci... A partire dal fatto che il mercato per le produzioni italiane è in contrazione da anni e non offre nuovi sbocchi a chi vuole effettivamente vivere facendo fumetti... A meno che non si tratti di fenomeni editoriali (Zerocalcare, Sio, ecc) che, guardacaso, NON si sono fatti conoscere attraverso le case editrici tradizionali... Sarà solo un caso?

Chissà...

Intendiamoci: qualche segnale positivo qua e là si può ancora cogliere, ma gli editori che fanno gli editori senza scendere a compromessi e scegliendo di osare sul serio (con le tematiche LGBT e non solo), sono ancora troppo pochi... Anche se paradossalmente sono quelli che in proporzione hanno avuto il maggior incremento di pubblico (e liquidità)...

Devo ammettere che, constatando come stanno andando le cose, inizio a pensare che sia davvero arrivato il momento di tornare a fare qualcosa per cambiarle.

Vi terrò aggiornati.

Alla prossima.

giovedì 31 agosto 2017

RAGNI E GAY

Ciao a tutti, come va?

Mentre tutti erano rapiti, legittimamente, dal debutto delle nuove DucktTales, sui canali del colosso Disney debuttava anche un'altra serie animata, che però è passata un po' in secondo piano. Una serie che, già dai primi episodi, sembrerebbe promettere bene, perlomeno dal punto di vista dei contenuti gay friendly.

Mi riferisco alla nuovissima serie di Spider-Man, quella che è andata a sostituire la non proprio esaltante Ultimate Spider-Man e le sue varie diramazioni. Questa volta, per fortuna, sembra che al centro della storia sia tornato Peter Parker (come nell'indimenticata serie Spectacular Spider-Man), con una bella trama orizzontale e tanti elementi provenienti dalla serie a fumetti che finora non erano state considerate granchè dalle produzioni televisive. Con il lancio di un nuovo Spider-Man cinematografico, d'altra parte, era abbastanza inevitabile che arrivasse anche una serie che riprendesse i fili (della ragnatela) del discorso dall'inizio, provando a rilanciare il personaggio per le giovanissime generazioni... E infatti questa volta si è optato per una grafica che sembra ripresa pari pari dalle serie di BEN 10...

Perchè parlo di questa serie proprio su questo blog? Perchè, fra i vari elementi che cercano di rinnovare il concept animato di Spider-Man c'è stata l'introduzione - fin dal primo episodio - di un personaggio che viene presentato da subito come il mentore/benefattore del giovane Peter Parker, a cui - addirittura - assegna un avvenieristico laboratorio per portare avanti le sue ricerche di giovane studente prodigio (e questo, tra l'altro, spiega come fa il giovane Spider-Man a procurarsi la tecnologia che gli serve, costume compreso, senza tirare in mezzo Iron Man). Il personaggio in questione è Max Modell, direttore degli Horizon Labs, che nei fumetti è arrivato solo a partire dal 2010 e che nella nuova serie animata gestisce anche una scuola privata per adolescenti particolarmente promettenti nel campo della ricerca scientifica.

L'introduzione di questo personaggio ricorrente, per giunta in un ruolo così importante, è particolarmente interessante perchè nei fumetti Max Modell è gay dichiarato, e per giunta si è anche sposato con il suo partner Hector Baez (in una storia del 2012).


Quindi quali potrebbero essere le future implicazioni dell'introduzione di Max Modell nell'universo animato di Spider-Man? Per ora si possono fare solo ipotesi, ma in ogni caso è improbabile che questa scelta sia stata fatta senza considerare che il personaggio è gay e che questo aspetto della sua vita, in futuro, potrebbe emergere in qualche modo... Anche perchè se non emergesse mai, e i gay americani notassero la cosa, sicuramente si solleverebbe un discreto polverone. E d'altra parte se un qualsiasi piccolo spettatore che cercasse informazioni su Max Modell, magari tramite internet, scoprirebbe già da solo che si tratta di un simpatico omosessuale di mezza età... E vedere che nella serie viene presentato come un personaggio positivo e come un modello di riferimento per Peter Parker, in effetti, ha un valore simbolico - e pedagogico - non da poco...

A questo punto bisognerà vedere quando e se ci sarà l'occasione di affrontare la questione omosessualità in maniera un po' più diretta. Di certo, come dicevo prima, l'introduzione di questo personaggio - soprattutto in un momento di grande rilancio per Spider-Man - non può essere casuale. 

Probabilmente dalle parti della Disney hanno voluto tastare il terreno con una produzione che non metteva chiaramente il marchio Disney in copertina (bensì quello della MARVEL), per valutare poi eventuali mosse future... E forse per presentare ufficialmente Hector Baez in un secondo momento (nella seconda stagione?). 

Sicuramente nel frattempo le occasioni per fare interagire Max Modell col protagonista non mancheranno, anche perchè gli Horizon Labs attirano una gran quantità di loschi figuri, e Spider-Man deve darsi da fare per toglierlo dai guai fin dal primo episodio (e prima di potersi permettere un costume decente).

Comunque non è da escludere che l'introduzione di questo personaggio serva anche a calamitare l'attenzione dei nerd gay e gay friendly un po' più cresciutelli... E anche questo implicherebbe che chi di dovere abbia messo in conto di palesare l'orientamento sessuale di Max Modell in qualche modo, per non rischiare polemiche in futuro. 

Staremo a vedere. Personalmente credo che seguirò questa serie con una certa curiosità.

In ogni caso proprio ieri stavo riflettendo sul fatto che negli USA, ormai, ogni mercoledì (il mercoledì è il giorno in cui vengono distribuiti i nuovi fumetti) arrivano perlomeno un paio di pubblicazioni con protagonisti gay dichiarati, personaggi comprimari omosessuali o situazioni che in qualche modo hanno a che fare con temi LGBT... E questo sicuramente è uno spunto di riflessione interessante. Anche perchè questi elementi vengono gestiti in maniera molto variegata. 

Probabilmente sono tutti segnali di una lenta, ma progressiva, evoluzione dei costumi e della percezione di determinate realtà... E se questa evoluzione inizia a coinvolgere anche i cartoni di Spider-Man forse sarebbe il caso che anche le realtà editoriali più refrattarie a questo genere di cose iniziassero a prendere appunti... 

Alla prossima.