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giovedì 20 luglio 2017

SUCCESSO SUL GHIACCIO

Ciao a tutti, come va?

Ormai di "casi editoriali", nati come fumetti online gratuiti che si fanno largo a vari livelli, ce ne sono stati diversi, anche nell'ambito dei fumetti a tematica LGBT... Però devo ammettere che in alcuni casi riesco ancora a stupirmi.

Non tanto per il fatto che ci sono fumetti online che diventano casi editoriali, quanto per il fatto che anche fumetti davvero molto particolari possono trovare i loro spazi, se gliene viene data l'opportunità. Il caso di cui vado a parlarvi oggi, ad esempio, è abbastanza emblematico di come tante volte i confini e i limiti sono un concetto molto relativo. Infatti il fumetto di cui vorrei parlarvi questa volta è "Check, Please!" di Ngozi Ukazu...

Si tratta di un fumetto partito qualche anno fa su un sito dedicato (CLICCATE QUI), e racconta le storie di una matricola universitaria (nonchè vlogger) di nome Eric "Bitty" Bittle, che ha un passato nel pattinaggio artistico ed è appassionato di pasticceria... E che ha voluto provare a farsi largo nella squadra di hockey su ghiaccio della sua nuova Università, la Samwell University del Massachusetts, anche se lui proviene dalla Georgia e quindi sa bene che non sarà semplice entrare a far parte di questo nuovo mondo... Sia a livello sportivo, sia a livello di rapporti interpersonali...


Però a quanto pare la sua buona volontà e la sua voglia di mettersi in gioco, col tempo, lo aiuteranno... E alla fine gli faranno trovare non solo delle nuove amicizie, ma anche una storia d'amore con il capitano della sua squadra, con il quale scoprirà di condividere un legame speciale man mano che questi cercherà di realizzare il suo pieno potenziale.

Altro non dico perchè le stagioni del fumetto sono tutte disponibili sul sito ufficiale, e lo saranno ancora per un anno almeno, visto che poi inizieranno ad essere pubblicate dalla casa editrice First Second Books e a quel punto non potranno più essere visionate gratuitamente. Nel frattempo, però, le prime due stagioni sono state pubblicate tramite una raccolta fondi su kickstarter che, per inciso, per il primo volume ha superato i 74.000 dollari e per il secondo ha sfiorato quota 400.000!

Decisamente non male per un fumetto incentrato su un aspirante giocatore di hockey, abbastanza insicuro e amante delle torte, che nel corso della serie finisce per mettersi con il suo capitano... Interagendo direttamente col pubblico tramite i "filmati" che prepara per il suo canale video e invecchiando in tempo reale con i suoi lettori...

E questo dimostra, fondamentalmente, che quando si riesce a centrare la giusta nicchia di mercato nel modo giusto tutto è possibile. Soprattutto grazie a internet e grazie a delle idee originali, per quanto apparentemente semplici. Quel genere di idea che, per intenderci, rende felice il pubblico che investe un po' del suo tempo (che di questi tempi è un bene sempre più prezioso) per seguire le vicende di Bitty e dei suoi amici. E quando il pubblico è davvero felice, a quanto pare, tende a ricambiare

Ad ogni modo "Check, Please!" rappresenta un caso interessante anche per via del fatto che è ideato e realizzato da una ragazza, Ngozi Ukazu, che ha delle solide radici afro americane... E dalla quale, per inciso, ci si aspetterebbe tutt'altro genere di fumetto. Quindi direi che è molto bello anche vedere come questa serie, con tutto il suo successo, dimostri come sia arrivato il momento di mettere da parte tanti pregiudizi che, più o meno consapevolmente, sono diventati parte della cultura dominante, anche per quel che riguarda i fumetti...

Comunque, a ben guardare, il caso di Ngozi Ukazu è interessante anche per altri motivi, visto che dimostra come può essere diverso il percorso formativo e professionale di un autore di fumetti negli USA rispetto ad uno che, ad esempio, vive in Italia. Infatti lei si è laureata all'Università di Yale  nel 2013 e poi nel 2015 ha conseguito un Master in Sequential Art al Savannah College of Art and Design... E questo perchè negli USA esistono corsi universitari in arte sequenziale che vengono approfonditi anche nei siti che si occupano di formazione scolastica e orientamento agli studi in generale come Study.com (CLICCATE QUI)... Dove tra l'altro si riportano dei dati interessanti sulle possibilità di sbocco professionale.

Ad esempio si legge che lo U.S. Bureau of Labor Statistics stima che nel 2014, negli USA, ci fossero 26.300 professionisti impiegati nei vari ambiti del fumetto, con un margine di crescita potenziale del 3% entro il 2024. Per completezza riporta anche che il redditto annuo medio di chi pratica questa professione, nel 2015, era di $46.460.

Quindi la sensazione è che negli USA quella del fumettista sia considerata a tutti gli effetti una professione artistica come le altre, e non un ripiego per chi può permetterselo, magari frequentando dei corsi presso delle costose scuole private che non offrono una formazione di tipo universitario. Comunque, a ben guardare, questi corsi universitari non sono solo una prerogativa delle Università statuinitensi. Ad esempio potete CLICCARE QUI per vedere cosa offre al riguardo la Dundee University nel Regno Unito (che più precisamente si trova in Scozia, casomai voleste farci un pensierino)...

In ogni caso, tornando al caso di Ngozi Ukazu, sicuramente la sua determinazione e il suo talento hanno avuto modo di essere coltivati in un contesto di un certo tipo, e questo potrebbe offrire qualche spunto di riflessione supplementare... Tantopiù che questa autrice può contare anche su un manager  che si sta specializzando nella gestione di autori di fumetti online e nel crowdfunding (CLICCATE QUI), e cioè su una figura professionale che dalle nostre parti rasenta ancora la fantascienza. Lui si chiama George Rohac, ha una pluriennale esperienza in fatto di editoria indipendente e trovate maggiori informazioni sul suo conto CLICCANDO QUI.

Morale della favola: forse, al di là della bravura del singolo autore e delle opportunità che offre internet, anche un contesto di un certo tipo può favorire lo sviluppo di certe idee e di certi talenti, e può aiutarci a capire meglio la genesi di certi piccoli miracoli.

Anche se poi restano pur sempre dei piccoli miracoli.

Alla prossima.

lunedì 17 luglio 2017

DATI BOLLENTI...

Ciao a tutti, come va?

Di solito l'estate è la stagione dei gossip e delle indiscrezioni, e più sono piccanti e meglio è, ma siccome questo è un blog alternativo il post di oggi si baserà su dati oggettvi... Anche se probabilmente l'effetto finale potrebbe essere lo stesso di un numero speciale di Novella 2000, visto che oggi finirò per fare un tipo di confronto che - a quanto pare -  nessuno ha mai osato fare prima...

A cosa mi riferisco? A una breve analisi della salute dell'editoria a fumetti italiana facendo un confronto fra le informazioni aziendali delle case editrici che dovrebbero rappresentare la spina dorsale del Made in Italy in edicola.

Si tratta di dati pubblici e depositati, anche se si possono reperire su siti un po' specifici, quindi devo ammettere che mi sembra un po' strano che a nessuno, prima di me, sia venuto in mente di fare una ricerca del genere... Soprattutto considerando che ci sono sempre più persone che si interrogano sulla reale situazione del settore lamentandosi della mancanza di dati ufficiali da elaborare...

Forse il problema è che gli unici dati che, in via più o meno ufficiosa, si cercano di recuperare per fare certe analisi sono quelli relativi alla vendite di questo o quel titolo, quando magari i parametri da analizzare per farsi un'idea un po' più precisa potrebbero essere anche altri, come il fatturato e il risultato netto...

Dove per "fatturato" si intendono gli introiti, mentre con "risultato netto" si intende il guadagno al netto di tasse, debiti, oneri finanziari pregressi e altro. Quindi, a scanso di equivoci, per analizzare la buona salute di un'azienda il secondo parametro potrebbe essere più interessante del primo... Anche perchè spesso un aumento del fatturato è determinato anche da maggiori investimenti, e i maggiori investimenti - se non c'è da parte abbastanza liquidità - possono portare a debiti, insolvenze e a problemi economici che possono determinare un complessivo peggioramento della situazione nel lungo periodo...

Ad esempio: il sito icribis rende pubblici i dati relativi al fatturato e al risultato netto delle aziende italiane prendendo come riferimento il periodo 2013-2015, e - siccome anche le case editrici italiane sono aziende debitamente registrate - con un po' di pazienza e di intuito si possono recuperare tutti i dati che servono per avere un'idea abbastanza precisa della situazione (perlomeno fino a un paio di anni fa, e non penso che da allora a oggi l'andamento della situazione abbia avuto particolari sconvolgimenti)...

Partiamo, ad esempio, dalla casa editrice più popolare (in tutti i sensi) di sempre:

Dati finanziari di Sergio Bonelli Editore S.p.a.:
L’ultimo bilancio depositato da Sergio Bonelli Editore S.p.a. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 6.000.000 e 30.000.000 Euro'.
Il fatturato di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2015 è aumentato del 1,23% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Sergio Bonelli Editore S.p.a. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 18,02% rispetto a 2013.

Non sono un economista, ma considerando che si parla dell'editore che in Italia vende di più è abbastanza curioso notare che a fronte di un incremento di fatturato di poco più dell'1% in due anni sia segnalato un calo del risultato netto del 18%, segno evidente che le vendite - da sole - non bastano più a coprire gli investimenti.

Tuttavia si tratta di un bilancio estremamente positivo se paragonato a quello di un altro editore molto noto, che oltretutto può contare sui personaggi Disney... A chi mi riferisco?

Dati finanziari di Panini Societa' Per Azioni:
L’ultimo bilancio depositato da Panini Societa' Per Azioni nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 0.0.
Il fatturato di Panini Societa' Per Azioni durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il Capitale Sociale di Panini Societa' Per Azioni durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Panini Societa' Per Azioni durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 227,61% rispetto a 2013.

In poche parole il fatturato non è aumentato, ma nel giro di due anni il risultato netto è diminuito in maniera... Diciamo interessante. E questo nonostante, appunto, l'apporto di Topolino e soci. Anche in questo caso, non essendo un esperto, mi limito a dire che forse a monte ci sono delle strategie che andrebbero riviste... E forse anche dei piani editoriali che non sono propriamente vincenti.

C'è da dire che la Panini ha tantissimi rami editoriali in fatto di fumetti, e da qui non è possibile capire quali siano la principali ragioni del calo del risultato netto. Sicuramente i dati relativi alla Walt Disney Company Italia (che in Italia pubblica materiale dedicato ai personaggi Disney, ad esclusione dei fumetti) parrebbero suggerire che il marchio Disney non è più la miniera d'oro di un tempo (anche perchè, probabilmente, il tempo che una volta i bambini dedicavano alla lettura delle produzioni Disney ora lo possono dedicare direttamente ai canali tematici Disney, o magari ai videogames con personaggi Disney)...

Dati finanziari di The Walt Disney Company Italia S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da The Walt Disney Company Italia S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2016 e riporta un range di fatturato di 'Sopra 30.000.000 Euro'.
Il fatturato di The Walt Disney Company Italia S.r.l. durante il 2016 è aumentato del 15,45% rispetto a 2014.
Il Capitale Sociale di The Walt Disney Company Italia S.r.l. durante il 2016 è rimasto invariato rispetto al 2014.
Il risultato netto ottenuto da The Walt Disney Company Italia S.r.l. durante il 2016, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 50,57% rispetto a 2014.

In ogni caso in Italia c'è almeno una casa editrice che, editando un unico personaggio, non lascia spazio a molti dubbi, e i dati che vedete qui sotto sono abbastanza chiari, penso...

Dati finanziari di Astorina - S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Astorina - S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Astorina - S.r.l. durante il 2015 è diminuito del 3,56% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Astorina - S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Astorina - S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 46,46% rispetto a 2013.

In questo caso l'editore di Diabolik presenta un calo sia del fatturato che del risultato netto... Anche se il secondo parametro è calato dodici volte in più rispetto al primo. Anche in questo caso direi che è abbastanza evidente che Diabolik, da solo, non basta più a mantenere in attivo la casa editrice.

E questo succede anche se può contare da sempre sulle ristampe pubblicate da altri editori su licenza, quindi direi che è un dato abbastanza interessante.

Sia come sia i dati visti finora sono alquanto idilliaci se paragonati a quelli di un'altra casa editrice, che da tempo commissiona i suoi inediti soprattutto in Sudamerica, anche per una questione economica... Anche se ormai questa strategia, da sola, non basta a mantenere il bilancio in attivo, come potete vedere qui sotto.

Dati finanziari di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata:
L’ultimo bilancio depositato da Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2015 è diminuito del 26,31% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Editoriale Aurea Societa' A Responsabilita' Limitata durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è diminuito del 8596,79% rispetto a 2013.

Che la casa editrice di Dago andasse male lo si intuiva dal fatto che ultimamente cercava di restare a galla riproponendo a getto continuo ristampe di storie viste e straviste fin dagli anni Settanta... Tuttavia che fosse messa così male (e questi dati si riferiscono a due anni fa!) proprio non me lo aspettavo.

Un fatturato in calo quasi del 30% a fronte di un risultato netto in calo di oltre l'8500%, da profano, mi fa pensare ad una casa editrice che praticamente sta andando avanti dilazionando sempre di più i pagamenti ai suoi creditori, e chiedendo sempre nuovi finanziamenti per salvare il salvabile... Magari lanciando sempre nuove testate (di cui nessuno sente la necessità) per accedere a nuovi prestiti e a nuovi finanziamenti per pagare i debiti pregressi. Ovviamente la mia è solo un'ipotesi, e magari chi è più esperto di me può aiutarmi a leggere meglio questi dati...

Comunque, dopo questa sfilza di percentuali abbastanza inquietanti, passo a segnalarvi le case editrici che, al momento, sembrano essere messe meglio, dimostrando - se non altro - di sapersela cavare anche in un momento non proprio facile.

Cominciamo da un editore che praticamente si occupa solo di ristampe, ma che lo fa in maniera molto oculata... E infatti i risultati si vedono.

Dati finanziari di Edizioni If S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Edizioni If S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.
Il fatturato di Edizioni If S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 19,78% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Edizioni If S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Edizioni If S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 803,39% rispetto a 2013.

Sarà che Gianni Bono è genovese, o sarà per il fatto che è una persona con una certa esperienza e una buona dose di buonsenso, ma questa piccola casa editrice non ha mai fatto il passo più lungo della gamba.

Se qualche collana di ristampe non funzionava - molto semplicemente - la chiudeva prima che portasse in perdita il bilancio complessivo (e infatti, a suo tempo, restai orfano di una bella collana di ristampe dedicata Tarzan e la ristampa di Kolosso non andò mai oltre al primo volume... Peccato!). Certo ripubblicare personaggi risalenti a parecchi decenni fa non comporta grandi investimenti, ma mantenerli a galla non è una cosa da poco... Soprattutto arrivando ad avere un bilancio che segnala certe percentuali di incremento.

Un discorso leggermente diverso, però, andrebbe fatto fatto nel caso dei buoni numeri di un'altra piccola casa editrice, che presenta i conti molto in ordine...

Dati finanziari di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Meno di 300.000 Euro'.
Il fatturato di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 5,68% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da 1000 Volte Meglio Publishing S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 167,88% rispetto a 2013.

La più recente casa editrice di Alan Ford (amministrata dalla figlia del suo creatore Luciano Secchi), probabilmente, è riuscita ad aumentare i suoi introiti anche grazie alla Mondadori che in quel periodo ha ristampato in una nuova edizione personaggi come Alan Ford e Satanik...

E oltretutto bisogna considerare che la Mondadori doveva pubblicare anche delle storie inedite di Kriminal (per cui, presumo, avesse pagato i diritti a prescindere dal fatto che non è mai riuscita a portare avanti il progetto). Senza contare che il sito della casa editrice, di fatto, è soprattutto una vetrina pubblicitaria per prodotti di vario tipo (CLICCATE QUI), che SICURAMENTE non vengono pubblicizzati gratuitamente.

Non che ci sia niente di male ad andare in attivo raccogliendo sponsor, ovviamente, ma in questo modo è molto difficile capire in che misura la casa editrice si regge sulle sue gambe.

Cosa che però, forse, si può dire di un'altra casa editrice... Che quando comparve mi fece subito pensare che avrebbe portato via non pochi lettori a chi si spartiva le edicole fino a quel momento. In realtà la percentuale di fumetti italiani che pubblica, per ora, è abbastanza relativa, ma forte del suo successo sembra proprio intenzionata ad ampliarla...

Dati finanziari di Editoriale Cosmo S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Editoriale Cosmo S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 1.500.000 e 3.000.000 Euro'.
Il fatturato di Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 331,15% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Editoriale Cosmo S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 7,28% rispetto a 2013.

Anche in questo caso, pur non essendo un economista, sono tentato di pensare che il risultato netto così basso (ma pur sempre in attivo) rispetto al fatturato, sia determinato dal fatto che buona parte degli introiti sia servita a ripagare i finanziamenti che sono stati necessari per avviare la casa editrice (fondata nel 2012)... Che probabilmente ha iniziato a guadagnare davvero solo dal 2015 in poi. Il che è normale, penso.

Comunque un fatturato triplicato in due anni direi che è un buon segno, anche se sembra poco e niente rispetto ai dati che può snocciolare una casa editrice che - pur avendo una presenza molto limitata in edicola - sicuramente può essere considerata la reginetta incontrastata dei bilanci in attivo... Anche perchè in due anni ha registrato un'impennata a dir poco paurosa, e proprio da quando ha debuttato in edicola, e se non ci credete leggete i dati qui sotto.

Dati finanziari di Shockdom S.r.l.:
L’ultimo bilancio depositato da Shockdom S.r.l. nel registro delle imprese corrisponde all’anno 2015 e riporta un range di fatturato di 'Tra 600.000 e 1.500.000 Euro'.
Il fatturato di Shockdom S.r.l. durante il 2015 è aumentato del 566,65% rispetto a 2013.
Il Capitale Sociale di Shockdom S.r.l. durante il 2015 è rimasto invariato rispetto al 2013.
Il risultato netto ottenuto da Shockdom S.r.l. durante il 2015, dopo gli oneri finanziari, le tasse e gli ammortamenti è aumentato del 13198,48% rispetto a 2013.
Un risultato che molte case editrici più blasonate non possono nemmeno sognarsi.. Men che meno all'indomani del debutto in edicola di un trimestrale umoristico... Eppure questo è quello che è successo nel caso della Shockdom...

Morale della favola: anche se i dati di vendita nudi e crudi possono confermare che Tex e Topolino vendono ancora tantissimo, direi che i dati aziendali possono aiutarci a comprendere meglio quelle che sono le reali tendenze del mercato, che probabilmente faranno sentire sempre di più il loro peso nei prossimi anni. Oltretutto, se si volessero tirare un po' di somme basandosi sui dati presentati in questo post, lo scenario che emerge è fondamentalmente opposto a quello che viene dato per scontato da sempre. Nel senso che le case editrici che effettivamente stanno dimostrando di saper camminare sulle proprie gambe, senza vivere di rendita, sono quelle più coraggiose, sperimentali e innovative... E non quelle più tradizionaliste.

Giusto per fare un esempio: le due case editrici che vanno meglio fra quelle elencate sono anche quelle che hanno scelto di mettere in catalogo dei titoli con protagonisti esplicitamente omosessuali... Sarà davvero solo una coincidenza?

Personalmente sarei più portato a pensare che non lo sia, e che la scelta di essere più aperti dei loro colleghi su certi temi sia il sintomo di una maggiore capacità di intuire quali sono i possibili gusti del pubblico di oggi... Una capacità che poi, inevitabilmente, determina un buon andamento della casa editrice in senso più generale.

A dire la verità, leggendo questi dati, mi verrebbe anche da pensare che tutta questa ossessione per la tradizione e per i tradizionalismi, da parte di certi editori, non sia motivata da una reale richiesta del pubblico, ma dall'incapacità di confrontarsi con la realtà di oggi... E dalla speranza che, coltivando i lettori storici (o tendando di formare dei lettori nuovi che siano in linea con quelli storici), il momento del confronto col mondo reale possa essere rimandato all'infinito.

Poi, però, vedendo certe percentuali viene davvero da pensare che il momento della verità sia ormai prossimo.... O che magari sia già iniziato ad arrivare (visto che i dati di cui sopra risalgono a due anni fa).

Chissà...

In ogni caso qualcosa mi dice che da qui a breve ne vedremo delle belle...

Alla prossima.

sabato 15 luglio 2017

GAMES PARADE

Ciao a tutti, come va?
Siccome questa settimana i miei post sono stati belli intensi, oggi ho deciso di stare leggerino... E così mi limito a segnalarvi una cosa interessante che è successa sabato scorso, e che probabilmente fornisce una bella chiosa alle riflessioni che ho esposto negli ultimi due post...

Si può parlare di community gay legate a cose come fumetti, videogames e via dicendo? O si tratta di astrazioni e/o pretesti per creare associazioni ad hoc (perlopiù negli USA, dove ci sono associazioni di qualsiasi tipo) che in realtà sono rappresentative solo di pochissime persone? A rispondere parzialmente a questa domanda, e a dare un senso all'inclusione di certi temi nelle maggiori manifestazioni fumettistiche del mondo, ci ha pensato il London Gay Pride 2017... Dove ha sfilato una nutrita rappresentanza dell'associazione LDN Gaymers...

In parole molto povere: da qualche annetto a Londra alcuni amici hanno provato a mettere insieme un'associazione per gli appassionati LGBT di videogames nel comprensorio londinese, per offrire un punto di ritrovo finalizzato a condividere la passione per i videogiochi, ma anche l'occasione di fare nuove conoscenze fra persone che avevano in comune questa passione.



Nel giro di poco tempo, oltre ai ritrovi di questo tipo, sono arrivati anche tanti eventi a tema e adesso le persone che ruotano attorno a questa associazione sono un migliaio... Di cui un centinaio si sono ritrovate al Gay Pride per sfilare in cosplay, in buona parte ricorrendo al body painting a tema supereroistico realizzato in loco...

E questo, se non altro, dimostra una volta di più che spesso gli appassionati di videogames sono appassionati di immaginario pop in senso lato...




Morale della favola: quest'anno i gaymers di Londra hanno fatto la loro bella figura... Dimostrando che sono una categoria ben rappresentata anche al di fuori degli USA. In ogni caso se siete a Londra e volete maggiori informazioni sulle loro (tante) attività potete CLICCARE QUI per il loro sito ufficiale.



E comunque, per la cronaca, la passione dei gaymers non è esattamente un sentimento a senso unico, infatti al London Gay Pride di quest'anno la Playstation aveva un carro tutto suo... Giusto per fare un esempio...
Morale della favola: il mondo continua ad andare avanti, e a quanto pare quella parte di comunità LGBT appassionata di immaginario pop e prodotti derivati sta emergendo sempre di più... Con buona pace di chi si ostina a non aggiornarsi (e chi ha orecchie per intendere intenda).

Alla prossima.