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giovedì 17 maggio 2018

WALLY RAINBOW 1

Ciao a tutti, come va?

Siccome oggi è la Giornata Internazionale contro l'Omofobia mi sono detto che poteva essere una buona occasione per unire l'utile al dilettevole, e per ricominciare ad usare questo blog per parlare (anche) delle cose che faccio io. Così ho pensato di usare una delle illustrazioni che ho messo all'asta su ebay in questi giorni per lanciare un piccolo messaggio su facebook (che non diventerà mai virale, anche perchè è una citazione un po' di nicchia, ma pazienza)... I protagonisti sono due noti protagonisti di una serie animata del tempo che fu, sui quali si sono sempre fatte parecchie congetture, e cioè il Dr. Benton Quest e Race Bannon, dalla prima serie di Jonny Quest (quella del 1964). Quando la serie venne prodotta le leggi contro la sodomia e una buona dose di omofobia, anche alla luce del fatto che l'omosessualità ovviamente era considerata una patologia, rappresentavano la norma. Adesso che le cose sono cambiate mi sembrava carino usarli come testimonial, anche perchè di fatto ai tempi rappresentavano il prototipo di una famiglia omogenitoriale con due figli e un cane.
Ovviamente non sono così crudele da mantenere la censura che ho dovuto usare su facebook anche qui. Qui sotto vedete l'immagine originale (per ingrandirla vi basta cliccarci sopra, ovviamente) con la fonte di ispirazione originale sotto.


Comunque, visto che siamo in tema di aste su ebay, vi faccio vedere anche le altre aste che sono attive in questo momento, casomai voleste farci un pensierino. Stranamente mi sono accorto che si tratta di cinque illustrazioni che ripercorrono la storia dell'animazione televisiva degli ultimi cinquant'anni, visto che ciascuna è stata trasmessa in un decennio diverso...

La prima si ispira al Spider-Man così come si era visto nella sua prima serie animata, nel 1967...

La seconda si ispira ad Archie e Jughead così come si sono visti nella serie animata Everything's Archie, del 1973...


La terza è dedicata ad uno dei tanti personaggi che negli anni Ottanta cercarono di replicare il successo di He-Man e i Masters of the Universe, e cioè Galtar (1985)...


Per gli anni Novanta, invece, il caso ha voluto che ci fosse la Bestia degli X-Men, così come si è visto nella serie animata del 1992...


E infine per gli anni 2000 il soggetto dell'illustrazione che vedete qui sotto è Aang (che ovviamente qui è maggiorenne), dalla serie Avatar - The Last Airbender, che è del 2005...


Quale vi piace di più?

Casomai voleste aggiudicarveli fate ancora in tempo a partecipare alle aste della settimana. Vi basta fare una ricerca inserendo le parole chiave "robin hoog" su ebay, oppure cliccare sul banner che trovate in cima a questo blog (nella versione per PC, e non in quella per smartphone). Importante: siccome li ho caricati su ebay.com se fate la ricerca al di fuori degli USA dovete selezionare il filtro per la ricerca su "tutto il mondo", oppure accedere direttamente da ebay.com.

Ciao e alla prossima.
http://lightelf.blogspot.it/2018/04/premio-glad-2018_3.html

martedì 15 maggio 2018

EVENTI IN VISTA

Ciao a tutti, come va?

Questa è la settimana in cui cade il 17 maggio (la Giornata Internazionale contro l'Omofobia), che simbolicamente inaugura la stagione del Gay Pride, con tutti gli annessi e i connessi. Nel momento in cui scrivo, ma spero di dovermi ricredere, i fumetti più gay friendly presenti nelle edicole sono l'ennesima collana di allegati dedicati al supereroe "sessualmente fluido" Deadpool, ovviamente in occasione del lancio del nuovo film...

La ristampa delle avventure di Cybersix, che - pur con tutti i suoi anni sul groppone (la serie è andata avanti dal 1991 al 1999) - continua ad offrire molti spunti interessanti a proposito di sessualità e genere, visto che - tra le altre cose - la sua protagonista vive in incognito utilizzando un'identità maschile, con tutte le complicazioni (anche affettive) che questo comporta...

E, sempre reduce dagli anni Novanta, dovrebbe essere ancora in circolazione la ristampa di Sprayliz, ormai arrivata alle battute finali... Anche perchè il materiale da pubblicare era abbastanza poco, alla fine (anche perchè da quando il suo autore Luca Enoch è stato assorbito dalla Bonelli non ha più avuto modo di seguire il personaggio).

Ovviamente se mi è sfuggito qualcosa, e/o avete delle segnalazioni, io sono qui per condividerle. Comunque penso che sia abbastanza evidente che la situazione non sia proprio esaltante. Almeno l'anno scorso in edicola c'era anche NINE STONES di Samuel Spano, mentre adesso - in fatto di novità Made in Italy a tema LGBT - c'è un discreto vuoto. Ed è molto curioso, secondo me, perchè quell'esperimento è stato un grande successo, e di solito quando un fumetto ha dei buoni riscontri la concorrenza tende a prendere spunto e a battere il ferro finche è caldo. In questo caso, invece, non è volata una mosca... Nemmeno qualche indiscrezione a proposito di progetti a tema LGBT in fase di sviluppo...

Curioso, vero? In compenso si sa per certo che alcuni editori che, evidentemente, hanno molti fondi da investire, hanno preferito accodarsi al Giro d'Italia... Anche se certe trovate - effettivamente - sarebbero state più adatte per qualche corteo del Gay Pride, e se il macchinino di TEX iniziasse a girare in determinate manifestazioni, a fronte di scelte editoriali più coraggiose, qualcosa mi dice che avrebbe dei riscontri inaspettati...


Ovviamente - al momento - questa ipotesi è fantascienza, ma sperare in un futuro migliore non costa nulla. In ogni caso c'è da dire che il mondo del fumetto e il mondo LGBT, al di fuori dell'Italia, vanno a braccetto sempre più spesso e così è più facile che gli autori italiani che hanno realizzato fumetti omoerotici di recente abbiano visibilità negli USA piuttosto che in patria. Dall'11 al 13 maggio, ad esempio, si è tenuta ad Atlanta (in Georgia) la Outlantacon, una delle ormai numerose convention dedicate all'immaginario pop che mettono al centro la dimensione LGBTQ. Certo non è una manifestazione di portata enorme, però penso che sia interessante il fatto che il sempre grintoso Dale Lazarov fosse presente con uno stand in cui ha messo in bella vista anche le sue varie collaborazioni con i fumettisti del nostro paese...

E anche questo penso che voglia dire qualcosa, anche perchè - per dirla proprio tutta - nel mondo del fumetto italiano di tutte queste collaborazioni con Dale Lazarov non se ne è parlato nemmeno quando i suddetti volumi erano una novità... Nemmeno un piccolo accenno... E direi che, visto che la Giornata Internazionale contro l'Omofobia è questa settimana, è un ottimo momento per ricordare che dalle nostre parti certi temi non sono stati sdoganati proprio del tutto... Per dirla con un eufemismo.

Tra l'altro penso che sia indicativo anche il fatto che, siccome manifestazioni dedicate all'immaginario pop in salsa LGBT in Italia proprio non ne abbiamo, alla fine per vedere qualche evento speciale dedicato al fumetto LGBT in questo periodo bisogna appoggiarsi a manifestazioni che - tecnicamente - parlano di cultura pop in senso molto più ampio e trasversale. E così può capitare che questa edizione del Festival Nippop di Bologna (18-20  maggio) possa diventare la manifestazione più gay friendly che si sia mai vista in Italia in questo ambito (CLICCATE QUI).

Infatti gli eventi di interesse LGBT in programma non sono pochi, e ve li elenco qui di seguito.

Venerdì 18 maggio

Sala del Consiglio

14:30 Marta Fanasca – Walk like a man, talk like a man: dansō e performance di genere nel Giappone contemporaneo
15:15 Samuel Spano conversa con Asuka Ozumi e Marta Fanasca
16:30 Simona Stanzani e Elena Zanzi – Tagame Gengoroh: il rivoluzionario del manga omoerotico
17:00 Tagame Gengoroh conversa con Nino Giordano, Simona Stanzani, Elena Zanzi, Marco Lupoi e Paola Scrolavezza

Sabato 19 maggio

Sala Biagi

10:00  Tavola rotonda – Crossdressing e cultura pop, con Marta Fanasca, Asuka Ozumi,  Samuel Spano e Fabrizio Modina
12:00 Gianluca Di Fratta – Travestitismo e identità di genere nel cinema di animazione giapponese di fantascienza

Sala del Consiglio

12:00 L’omoerotismo nel mondo dei videogiochi  dagli anni 70 a oggi,  a cura de La Gilda

Teatro del  Baraccano

10:00  Workshop di disegno manga con Tagame Gengoroh e Uchida Shungicu
12:45 Simona Stanzani – Viaggio nel mondo del manga BL
14:30 Fabrizio Modina –  God save the Queer: – influenze reciproche di pop, moda e animazione tra il Giappone e l’occidente
17:00 Pride Run, con Giacomo Guccinelli, Michele Lanzo e Mauro Copeta (Hard Ton) – coordina Alberto Sebastiani

Domenica 20 maggio

Sala del Consiglio

14:45 Susanna Scrivo –  Yuri: la purezza impura dei gigli

Sala Biagi  

13:00 Take my Revolution, Utena! – Apocalissi, cambiamenti, trasformazioni, rivoluzioni (di genere), a cura dell’Associazione Culturale EVA IMPACT


Un programmino da leccarsi i baffi, insomma. L'unica critica che mi sento di fare è che sarebbe stato molto utile descrivere un po' meglio, nel sito, il contenuto degli eventi in programma, sempre che - ovviamente - questo Festival non voglia rivolgersi solo agli esperti e ai super appassionati.

Una cosa molto curiosa che ho notato è che di questa edizione del Festival, sui siti specializzati in fumetti, praticamente non se ne sta parlando (anche se sarà questo fine settimana). Considerando che le edizioni precedenti sono state pubblicizzate i casi sono due: o questa volta non sono partiti i comunicati stampa oppure, per qualche motivo,  non si è ritenuto che fosse il caso di parlarne (per via dei temi al centro di questa edizione?). Mistero.

Ovviamente, siccome in Italia i siti prettamente gay non sono avvezzi a certi argomenti e a certi temi, anche su questo fronte c'è stato un imbarazzante silenzio. Niente male, direi.

Di buono c'è che proprio il 17 maggio, alle ore 19.00, Gengoroh Tagame sarà ospite del Cassero - LGBT Center di Bologna, per parlare di Giappone, mondo LGBT e cultura pop. Anche di questo momento speciale mi pare che non se ne stia parlando granchè, ma se non altro lo trovate segnalato su questo blog e io posso dire di avere la coscienza a posto (^__^).

Due considerazioni finali: il Festival Nippop è curato dall'omonima associazione culturale, e non da una partecipata comunale, da un'agenzia specializzata in eventi generici o da una qualche organizzazione che fino all'altro ieri si occupava della sagra della salamella e/o del salone dell'arredamento. E si vede. Così come si vede che avere a Bologna un'associazione informale come La Gilda, che può fare da ponte fra immaginario pop e mondo LGBT, sicuramente può dare un contributo importante.

Quindi le cose fatte come si deve, quando le condizioni sono favorevoli e ci sono dietro le persone giuste, si possono fare anche in Italia. Se si vuole.

Alla prossima.
http://lightelf.blogspot.it/2018/04/premio-glad-2018_3.html

giovedì 10 maggio 2018

NUOVI SBOCCHI...

Ciao a tutti, come va?

Mi rendo conto che in quest'ultimo periodo il blog che state leggendo non è sempre stato una bomba di ottimismo. Nel senso che spesso mi sono ritrovato a parlare di come la situazione del fumetto in generale (e del fumetto a tema gay in particolare) in Italia non sia proprio idilliaca. E ho parlato anche di come - a livello più internazionale - spesso gli editori non riescano a tenere il passo con le nuove tecnologie o il nuovo pubblico, o di come finiscono per essere delle banderuole al vento, che danno spazio e peso ai temi LGBT in base all'aria che tira... Con tutta una serie di ripercussioni a catena che potrebbero influire negativamente sul fumetto in senso lato, su chi ne fruisce (o potrebbe potenzialmente fruirne) e, soprattutto, su chi ne vorrebbe fare la sua professione...

Lo scenario, quindi, potrebbe apparire alquanto desolante... E in parte sicuramente lo è. Tuttavia, nella vita, bisogna sempre cercare di vedere le cose da un punto di vista un po' più ampio, e magari guardando anche in altre direzioni. Ad esempio: il fatto che il mondo dell'editoria classica sia gestito in un certo modo, e che in Italia certi editori preferiscano investire su una sponsorizzazione del Giro d'Italia piuttosto che sul rinnovamento effettivo dei propri contenuti, magari anche in senso LGBT, implica necessariamente che un fumettista italiano che vuole puntare su contenuti LGBT (magari nel senso più moderno e/o erotico del termine) per portare avanti la sua professione (e mantenersi dignitosamente) deve rassegnarsi a cambiare idea?
Se per valutare l'aria che tira ci si soffermasse solo agli spazi che tradizionalmente parlano di  fumetto in Italia la risposta sarebbe tendenzialmente affermativa (nonostante alcuni casi che sembrano provare il contrario, come quello di NINE STONES)... Però è anche vero che bisogna valutare il fatto che dietro a questi spazi, in particolare a quelli sul web, a vario titolo ci sono spesso le case editrici di cui sopra, o comunque persone che vogliono mantenere dei buoni rapporti con loro (sperando, magari, in futuri sbocchi lavorativi). E, d'altra parte, se su questo blog segnalo spesso cose che altrove non vengono segnalate un motivo c'è.

Quindi, riformulando la domanda: se un fumettista, o magari un illustratore, italiano si sente portato per i contenuti LGBT, o magari esclusivamente per quelli gay o omoerotici, ha modo di percorrere strade alternative a quelle tradizionali?

Per rispondere a questa domanda oggi volevo aggiornarvi sulla situazione di un paio di autori di cui avevo già parlato in passato, e che si erano lanciati sulla piattaforma Patreon. Il primo è il parigino Alex Bronnings, in arte Albron (CLICCATE QUI), che proprio domani inaugurerà una mostra personale alla libreria Les Mots à la bouche di Parigi, in 6 rue Sainte Croix de la Bretonnerie (CLICCATE QUI)... Qui sotto lo vedete allegro e felice mentre mostra il poster dell'evento, che raffigura uno dei suoi bei maschioni in 3D...

Se volete vedere la mostra dal vivo, e non potete essere presenti al vernissage di domani, avete tempo fino al 29 maggio. In ogni caso oggi torno sul simpatico Albron perchè l'ultima volta che ve ne avevo parlato, e cioè un paio di anni fa, il suo Patreon gli garantiva un'entrata mensile di 2650 dollari (più o meno 2400 euro), mentre adesso dal suo profilo si evince che è arrivato a quota 3915 dollari, e cioè la bellezza di oltre 3200 euro al mese... Che gli arrivano grazie all'apprezzamento dimostrato nei confronti dei suoi maschi sexy e muscolosi, realizzati in uno stile moderno e cartoonoesco...

A quanto pare, quando arriverà a quota 4000 dollari al mese, inizierà a pensare a dei filmati animati con i suoi personaggi... E a quel punto non mi stupirebbe se inaugurasse una nuova nicchia di mercato. In ogni caso l'aumento delle sue entrate negli ultimi due anni dimostra fondamentalmente che questo tipo di soggetto, se promosso adeguatamente e presentato considerando la sensibilità del suo target di pubblico, può garantire sonni tranquilli a chi ha il talento necesario per valorizzarlo al meglio.

E questo nonostante la crisi dell'editoria tradizionale e una buona dose di miopia generalizzata... Soprattutto nei confronti delle nuove tendenze e delle nuove strategie per interagire col pubblico. E il caso di Albron non è nemmeno così isolato. Qualche anno fa vi avevo segnalato il grande exploit su Patreon di Alex Woolfson e dei suoi fumetti a base di supereroi gay (CLICCATE QUI). All'epoca Patreon gli garantiva un'entrata mensile di 3450 dollari (circa 3000 euro)... Mentre adesso è arrivato alla bella cifra di 7012 dollari (e cioè quasi 6000 euro)... Certo ci deve pagare anche chi disegna e colora le storie che scrive, ma si tratta comunque di una somma di tutto rispetto (e che peraltro era l'obbiettivo massimo che si era prefissato su Patreon). Qui sotto lo vedete, comprensibilmente sereno, assieme a uno dei suoi disegnatori di riferimento, Adam DeKraker...

Da notare che, anche se i suoi introiti sono aumentati, le sue storie sono ancora fruibili in modalità totalmente gratuita... Anche se effettivamente con il nuovo arco narrativo LEGENDARY l'autore ha iniziato a proporre contenuti più espliciti, consentendo la visione delle tavole non censurate solo su Patreon... E comunque anche nella versione censurata è specificato che si tratta di una storia NSFW (Not Suitable/Safe For Work, e cioè rischiosa da vedere sul posto di lavoro). Personalmente lo trovo un buon segno :-)

Detto ciò è anche vero che qualcuno potrebbe pensare che, considerando questi due esempi, certi riscontri sono possibili solo se una persona parte da un contesto più aperto rispetto, ad esempio, a quello italiano. In realtà non è proprio così. Nel senso che Patreon ci dimostra che internet può operare in maniera assolutamente sovranazionale. Fra chi sta beneficiando di Patreon, infatti, c'è anche il giovane artista venezuelano Suiton00 (CLICCATE QUI per il suo Patreon), che a 25 anni afferma orgogliosamente che grazie a Patreon le illustrazioni erotiche gay sono diventate un lavoro a tempo pieno... Anche perchè attualmente gli fanno arrivare 2538 dollari al mese, e cioè oltre 2000 euro, che convertiti in valuta venezuelana sono oltre 24.000 Bolivar... 

E considerando  la situazione economica venezuelana attuale (CLICCATE QUI) sono davvero un mucchio di soldi... Soldi che comunque sono stati guadagnati molto onestamente, attraverso la realizzazione di illustrazioni, fumetti e fan art che in Venezuela nessuno pubblicherebbe mai... Anche perchè presumo che anche l'editoria locale sia alquanto devastata per via della congiunzione politica ed economica...

Tutto questo per dire che, forse, il futuro per chi vuole dedicarsi alla nobile arte del fumetto e dell'illustrazione gay non è poi così cupo come potrebbe sembrare a prima vista... Anche se è bene precisare che - come accade sempre quando si tratta di autoproduzioni - anche in questo caso non basta avere talento, ma bisogna anche essere in grado di promuoversi adeguatamente e di saper cogliere le aspirazioni del pubblico. Tant'è che, giusto per fare un esempio, i risultati ottenuti su Patreon dallo spagnolo David Cantero (CLICCATE QUI), che pure è un nome molto conosciuto da diversi anni, non sono poi così entusiasmanti. Al momento, infatti, la piattaforma gli garantisce un'entrata di 383 dollari (circa 320 euro). Sempre meglio di niente, però è un risultato su cui varrebbe la pena riflettere, soprattutto se lo si paragona agli altri che ho segnalato oggi...

Morale della favola: a distanza di qualche anno internet può ancora permettere alla nicchia di mercato LGBT, o perlomeno a quella gay, di preservarsi... Riuscendo anche a garantire un reddito più che dignitoso agli autori che sanno sfruttare al meglio questo mezzo. E questo nonostante la crisi dell'editoria tradizionale e la concorrenza della pornografia a costo zero.

E questo è sicuramente positivo, se non altro per gli autori. Ovviamente se l'editoria propriamente detta non riesce a tenere il passo, o a valorizzare il loro potenziale in altri contesti, a questo punto non è più un problema loro.

Alla prossima.
http://lightelf.blogspot.it/2018/04/premio-glad-2018_3.html

martedì 8 maggio 2018

LUTTI ANNUNCIATI...

Ciao a tutti, come va?

Qualche tempo fa vi avevo parlato di come la situazione dell'editore tedesco Bruno Gmünder non stesse esattamente brillando, e di come - dopo la bancarotta - ci fosse aria di fallimento (in particolare dopo la sparizione del sito ufficiale, e se volete saperne di più CLICCATE QUI). Siccome al momento comunicati non ne sono circolati, o comunque non ne sono circolati in inglese, ho chiesto a uno dei miei agenti segreti in viaggio a Berlino di fare una perlustrazione... Ed effettivamente l'aria che si respirava dalle parti di Nollendorfplatz, dove si trova il principale emporio gay Brunos (che coi suoi 400 mq è il più grande negozio gay della Germania, e forse del mondo), non è che fosse molto incoraggiante... Infatti il negozio (che era stato aperto nell'ormai lontano 1988 dall'editore Bruno Gmünder in persona, e che rappresentava - diciamo - la manifestazione fisica della casa editrice nella capitale tedesca), in questi giorni si presenta così...



E cioè come quello che a tutti gli effetti sembra un negozio dismesso, e senza nemmeno un avviso per il pubblico... Non so quale sia la situazione attuale degli altri negozi della catena (che si trovano a Monaco, Amburgo e Köln), ma se quello principale era in queste condizioni ne deduco che altrove le cose non vadano tanto meglio, anche se - per il momento - lo shop online rimane ancora attivo (CLICCATE QUI). A suo tempo la casa editrice si vantava di dare lavoro anche ai dipendenti di Brunos, quindi presumo che in qualche modo i negozi facessero capo all'editore, che ovviamente - andando le cose come sono andate - non poteva più permettersi di tenere aperto uno spazio di 400 mq. Magari l'inquadramento legale dello shop online è diverso, e al momento può ancora permettersi di andare avanti anche se la casa editrice è alla deriva... Non saprei... Di sicuro dispiace vedere il negozio Brunos di Berlino ridotto così, quando una volta si presentava così...



Siccome la speranza non muore mai, e sperare non costa nulla, attendiamo aggiornamenti... In ogni caso è abbastanza evidente che le cose non torneranno come prima tanto presto, e che ovviamente questa situazione non farà granchè bene - tra le altre cose - al mondo del fumetto omoerotico... Che nella casa editrice di cui sopra aveva un importante riferimento internazionale, fin dai primi anni del 2000. 

Tantopiù che la suddetta casa editrice aveva rappresentato anche una sponda importante per alcuni autori italiani che, ovviamente, in Italia non hanno mai avuto vita facile... E che, fatta salva l'edizione italiana di Black Wade, non hanno mai avuto la possibilità di essere pubblicati nella loro lingua...

Oltretutto parliamo di autori che con la Gmünder avevano avuto la possibilità di essere pubblicati in antologie dove, una volta tanto, erano considerati alla pari dei loro colleghi del resto del mondo... E dove avevano ottenuto la loro stessa visibilità.


E per quel che riguarda la fotografia, che ha rappresentato il cavallo di battaglia della casa editrice fin dall'inizio, la situazione è ancora più evidente... Visto che da sempre la Gmünder ha dato la possibilità a diversi fotografi italiani - che per ovvi motivi in patria hanno sempre faticato a trovare delle vetrine per i loro scatti omoerotici - di avere delle pubblicazioni curate e in grado di valorizzare al meglio i loro lavori... 

Pubblicazioni che per anni hanno anche fornito la possibilità di archiviare, diffondere e preservare un produzione che, purtroppo, nel nostro paese rischiava di sparire nel nulla... O perlomeno di non farsi conoscere mai al di fuori di un ristrettissimo giro di estimatori.


Se davvero la Gmünder chiuderà definitivamente i battenti (sempre che non l'abbia già fatto) che cosa ne sarà di tutti quelli che in Italia la consideravano l'ultima spiaggia? Certo internet offre molte possibilità, ma senza dei punti di riferimento precisi (come, appunto, poteva essere la casa editrice
fondata da Bruno Gmünder) rischia di essere un mezzo davvero molto dispersivo... 

E forse è anche per questo che la casa editrice ha iniziato ad avere dei problemi, non riuscendo a stare al passo con la rivoluzione digitale e le sue nuove regole... Tant'è che, come ho già detto in altre occasioni, non aveva mai pensato di vendere le versioni digitali delle sue pubblicazioni, e nemmeno aveva considerato la possibilità di realizzare una linea di prodotti davvero economica, dando per scontato che la situazione fosse rimasta più o meno invariata rispetto agli anni Novanta, o anche prima... Quando i gay vivevano in semiclandestinità e NON avevano alternative, e quindi erano disposti a spendere cifre importanti per pubblicazioni patinate e guide alla movida gay. Tant'è che - per inciso - la guida SPARTACUS era un'idea nata nei primi anni Settanta,  quando non era nemmeno pubblicata da Bruno Gmünder (che la rilevò, trentunenne, solo nel 1986)...

Ad ogni modo questo dimostra che, al giorno d'oggi, non basta essere gay e rivolgersi al mondo gay per riuscire a stare a galla... Anche perchè ora il pubblico gay, per fortuna, rappresenta una nicchia di mercato corteggiata su parecchi fronti, senza contare che l'omoerotismo è stato ampiamente sdoganato e la pornografia gay non è mai stata così diffusa. E questo è particolarmente evidente anche in Germania, dove - giusto per farvi un esempio - questa à la copertura che si vede durante i lavori sulla metropolitana di Berlino (la si vede anche in questi giorni nei lavori sulla linea U5)... 


Quindi era abbastanza prevedibile che se una casa editrice avesse continuato a mantenere un'impostazione "tradizionale", e forse un po' superata, avrebbe corso dei rischi importanti... E nel caso dei fumetti - bisogna dirlo - aveva anche un approccio un po' sconsiderato e ingenuo, visto che pubblicava in edizioni superlussuose anche degli artisti esordienti e non proprio eccezionali, per dirla con un eufemismo...

Certo è che, se qualche imprenditore oculato e lungimirante volessere lanciarsi per cercare di occupare la nicchia di mercato lasciata libera dalla Gmünder, partirebbe avvantaggiato... A patto, però, di non muoversi a caso e di circondarsi di consulenti competenti. Magari avendo l'umiltà di riconoscere che al giorno d'oggi non basta essere gay per sfruttare al meglio le potenzialità del pubblico gay. Soprattutto in uno scenario in continua evoluzione e in cui il pubblico gay è sempre più esigente.

Cosa che, effettivamente, in Italia viene ancora considerata molto poco... E, siccome prima o poi i nodi vendono sempre al pettine, mi è giunta voce che è molto a rischio anche l'ultimo magazine gay del nostro paese, e cioè PRIDE...

Sull'ultimo numero non si accenna alla cosa, ma fonti attendibili mi dicono che il profilarsi di una chiusura sarebbe dovuto al fatto che il mensile fa capo all'associazione ANDOSS, che ha avuto un bel po' di danni di immagine dopo che la trasmissione Le Iene aveva scoperchiato il vaso di Pandora delle inadempienze e delle irregolarità delle sue strutture convenzionate (nonchè il caso di un elargizione di fondi pubblici alquanto impropria da parte dell'Unar). La situazione avrebbe avuto delle ripercussioni anche sul mensile e su chi ci lavorava, nel senso che prima lo staff del sito e poi quello del cartaceo sono rimasti senza fondi. E, siccome il volontariato è un'altra cosa, pare proprio che se le cose non cambieranno, e alla svelta, i collaboratori tireranno i remi in barca. Se ANDOSS riuscirà a recuperare a tempo di record una nuova redazione e nuovi collaboratori, o magari riuscirà a riagguantare in qualche modo i collaboratori attuali, non mi è dato saperlo. Però, a quanto pare, la situazione sarebbe questa.

E sarebbe un peccato perchè si trattava di un mensile gestito fin da subito con competenza e professionalità, anche se si trattava di free press distribuita principalmente nei locali gay. E anche in questo caso lascerebbe un certo vuoto.

Ad ogni modo anche questo caso dimostra che al giorno d'oggi rivolgersi al pubblico gay non è sinonimo di successo e guadagno assicurato, se a monte il tutto viene gestito con supponenza e superficialità. Perchè a quanto pare il mondo gay, e soprattutto la dura legge del mercato, non perdonano. Nemmeno in Italia.

Alla prossima.

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