SE COMPRI SU AMAZON.IT PASSANDO DA QUESTI LINKS RISPARMI E SOSTIENI QUESTO SITO!

Libri o fumetti in inglese? Qui niente spese di spedizione e dogana, solo sconti pazzi!

VUOI AGGIUDICARTI UN DISEGNO ORIGINALE DI WALLY RAINBOW?

PREMIO GLAD 2017

Vuoi seguire questo blog dalla tua e-mail? Inserisci il tuo indirizzo!

lunedì 8 febbraio 2016

PREMIO GLAD 2016!!!

Ciao a tutti, come va?

Come vi avevo annunciato anche quest'anno ho deciso di promuovere l'assegnazione dei premi GLAD (con una sola A), e cioè la votazione con cui i lettori di questo blog possono votare il fumetto italiano mainstream che ha fatto la figura peggiore dal punto di vista LGBT.

Come ho già spiegato in occasione della presentazione dell'edizione 2015 (CLICCATE QUI), dalle nostre parti viviamo ancora in una situazione abbastanza irritante, per cui le poche produzioni italiane che affrontano tematiche LGBT in maniera non pregiudizievole e non stereotipata arrivano in fumetteria, mentre nel grande circuito delle edicole i fumetti italiani che affrontano certi argomenti hanno sempre un occhio di riguardo per il pubblico prevenuto e variamente omofobo. Situazione resa ancora più surreale dal fatto che nelle edicole sono presenti sempre più spesso produzioni statunitensi, francesi e giapponesi che hanno un approccio completamente diverso.

Ad ogni modo, visto che nelle edicole italiane non ci sono fumetti gay friendly Made in Italy fra cui scegliere il migliore (come avviene con i premi GLAAD americani), anche quest'anno potrete scegliere il peggiore fra quelli che hanno finito per denigrare e/o castrare in qualche modo il mondo LGBT...

Quindi passo senza altri indugi ad introdurvi le nomination di quest'anno, con i link ai post che gli ho dedicato a suo tempo (se vorrete approfondire meglio).

1) DYLAN DOG (Bonelli)

Doveva aprirsi ad una fase di rinnovamento, inserendosi in una Londra moderna e contemporanea, ma - siccome questo avrebbe creato attriti con il pubblico italiano più conservatore - è tornato sui suoi passi ancora prima di incamminarsi verso una maggiore apertura alle tematiche LGBT. Così quest'anno abbiamo avuto, nell'ordine:
  • Un nuovo acerrimo nemico che doveva essere bisessuale (John Ghost), ma che ha scatenato un mucchio di polemiche (e solo per una tavola pubblicata in anteprima!) che hanno portato ad una visibile modifica delle tavole e dei testi per farlo apparire come un semplice eterosessuale perverso (cliccate QUI e QUI)... Per poi farlo sparire nel nulla.
  • Una molto ambigua dichiarazione d'amore da parte di Groucho (l'assistente del protagonista) nei confronti di Dylan Dog, che ovviamente è caduta nel vuoto e non ha più avuto seguito (cliccate QUI).
  • Una storia con una relazione lesbica sullo sfondo, che però è stata evidentemente camuffata in corso d'opera per renderla meno esplicita, con l'unico risultato di confondere le idee al lettore ed offrire una rappresentazione superficiale e frivola dell'omoaffettività (CLICCATE QUI).
  • Un'avventura a base di pittrici bisessuali in calore e lesbiche psicopatiche, che forse poteva essere passabile qualche decennio fa, ma che al giorno d'oggi è risultata totalmente fuori luogo (CLICCATE QUI).
Il tutto mentre a Londra gli omosessuali di oggi sono ormai ben integrati, possono sposarsi e avere figli... E sicuramente non sono invisibili e "arretrati" come nelle attuali storie di Dylan Dog.

2) MORGAN LOST (Bonelli)

In un momento non felice per il fumetto italiano ogni nuovo progetto è una scommessa da giocare con le carte migliori... Però il protagonista di questa nuova serie è un cacciatore di taglie che insegue serial killer psicopatici... E viene presentato al pubblico mentre mette alle strette un tipico caso di transessuale represso che si sfoga uccidendo le donne e rimuovendo il loro scalpo, che poi utilizza per decorare manichini maschili vestiti con abiti femminili (ed è sottointeso che anche lui indossa sia gli scalpi che gli abiti). Un esordio davvero pessimo (CLICCATE QUI).

3) SPECIALE AGENZIA ALFA (Bonelli)

Nel futuro di Nathan Never, a quanto pare, lo spazio per approfondire la vita sentimentale di Legs Weaver è sempre più risicato, ma non ci sono troppi problemi a raccontare storie di lesbiche che predano fanciulle inermi, finendo per sedurle e sverginarle in uno squallido motel (il tutto in meno di un'ora)... Portando poi i loro fidanzatini, accecati dalla gelosia, sulla cattiva strada... Il tutto mentre le madri adottive delle suddette ragazzine non si accorgono di nulla e passano buona parte del tempo a mettere in evidenza le loro curve e a ballare in topless per agire sotto copertura in missioni "speciali" decisamente trash (CLICCATE QUI).
Alla faccia del futuro.

4) CARAVAGGIO (Panini)

Non si tratta di un fumetto da edicola (anche se qualcosa mi dice che in edicola arriverà molto presto in edizione economica), però se ne è parlato talmente tanto che di fatto si può considerare un fumetto mainstream. Milo Manara è considerato un maestro del fumetto, e in particolare del fumetto erotico... Ovviamente nel senso eterosessuale del termine. Non ci è dato sapere per quale motivo abbia deciso di dedicare il suo ultimo volume proprio a Caravaggio (forse cercava un artista "bello e dannato", e sufficientemente conosciuto, per realizzare in dramma in costume... E Caravaggio era il meglio a disposizione), ma è stato ben attento a epurarlo da ogni connotazione omosessuale e omoerotica... A parte qualche nudo posteriore dei giovani modelli dell'artista, che è sembrato essere messo lì apposta per confermare la totale indifferenza che suscitava nel protagonista. Milo Manara è arrivato al punto di giustificarsi adducendo il parere di misteriosi esperti che avrebbero smentito tutte le ipotesi sulla passione dell'artista per ragazzi e giovinetti. In realtà la sensazione è che certi elementi siano stati esclusi per una semplice questione di marketing, legata anche alla reputazione dell'autore e delle sue ben note "donnine", tant'è che approfondendo nel dettaglio le vicende di Caravaggio (CLICCATE QUI) quella che emerge è una realtà storica molto lontana dalle "certezze" promosse da Milo Manara. E il fatto che il libro sia stato un successo più volte ristampato nel corso dell'anno, diffondendo una versione edulcorata dei fatti storici, non fa altro che aumentare la sensazione di disappunto.

5) TOPOLINO (Disney Panini)

Che ci fa Topolino in questa lista? I fatti sono questi: sul numero 3019 è comparsa la parodia Disney di un noto romanzo degli anni Cinquanta, On the Road, che a suo tempo è stato considerato un manifesto della beat generation (CLICCATE QUI). Il problema è che nel suddetto romanzo - peraltro autobiografico - il sottotesto omosessuale era molto evidente, tant'è che era stato esplorato in maniera ben visibile anche nel recente adattamento cinematografico del 2012. Di tutto questo, ovviamente, nella parodia Disney non c'era traccia. Sicuramente non si può rinfacciare a Topolino e Pippo di non avere indugiato nell'esplorazione di sessualità alternative, ma allora perchè scegliere proprio di fargli fare il verso a On the Road? Forse il settimanale, in calo di lettori da diverso tempo, ha voluto provare a incuriosire il pubblico con una proposta un po' più "trasgressiva" del solito? In realtà l'effetto "presa per i fondelli" è stato notevole, e in un panorama editoriale alquanto deprimente non se ne sentiva davvero la necessità...

E questo è quanto.

Quale fra questi titoli volete premiare con il prestigiosissimo Premio GLAD (Lesbiche e Gay Ancora Denigrati)???

Per esprimervi votate nel sondaggio che vedete qui sotto (o in cima alla colonna qui di fianco nella versione visibile dal browser del vostro PC, o comunque scegliendo la visualizzazione PC dal vostro smartphone). Il sondaggio si concluderà a fine maggio, quindi avete tutto il tempo per spargere la voce!

CLICCA sul nome del fumetto che ti ha deluso di più e buona votazione!
E vinca il peggiore!


Risultati:


Anche creare un sondaggio? Fare clic su Qui

1 commento:

Riccardo Leone ha detto...

Bella sfida fra Dylan Dog e Caravaggio, non saprei quale dei due è il voltafaccia più sguaiato e ipocrita, ma direi che la negazione totale di cronache storiche e dei palesi sguardi languidi dei soggetti dei quadri di Caravaggio vince.